TERRAE si forma nel 1993 ad opera di artisti pugliesi, per dar vita ad un ensemble nel quale riassumere le eterogenee esperienze maturate sia nella musica che nel teatro dai suoi fondatori. Prima ancora di essere un gruppo aperto nel quale confluiscono e si confrontano esperienze che attingono senza distinzione o preferenza ad un patrimonio non solo italiano ed europeo, è un’idea legata al fascino mutevole del nomadismo, un’idea in divenire collocata su un’incerta frontiera dell’immaginario, accesso simultaneo a mille luoghi. Con queste premesse, è facilmente comprensibile come Terrae rinunci volutamente alle pretese filologiche, favorendo invece una chiave di lettura squisitamente interpretativa. Una propensione al ‘vagare’ attraverso linguaggi espressivi i più diversi, senza alcuna preclusione, proprio come nel labirinto scolpito sulla pietra ritrovata casualmente in Spagna e diventata il suo simbolo, metafora di quella sorta di Babele creativa nella quale si perdono tutti coloro i quali condividono, di volta in volta, i vari progetti artistici. Terrae, dunque. Luogo di passaggi scambi sovrapposizioni. Quanto al dittongo, lasciamo al caso l’interpretazione del caso.